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    Dagli inizi della pandemia da Covid-19, si è parlato diffusamente della possibilità di rinforzare il sistema immunitario per renderlo più “pronto” a fronteggiare il virus. Attualmente, non esiste nessuna evidenza scientifica che confermi la diminuzione del rischio di contagio da Sars-CoV-2 in seguito ad assunzione di sostanze rinforzanti il sistema immunitario; la commercializzazione di un vaccino, unica via per prevenire significativamente il contagio, prevede un percorso necessario di sperimentazione preclinica e clinica, il quale si sta svolgendo con modalità accelerate ma richiederà ancora del tempo. Nel frattempo, le misure di contenimento del virus (mascherine, gel disinfettanti e simili) e di distanziamento sociale stanno facendo la differenza e rimangono lo strumento principale per proteggersi dal contagio.

    All’interno di questo contesto, l’utilizzo mirato e assistito di prodotti naturali che agiscono sulle difese immunitarie può aver senso per contribuire alla prevenzione dei consueti disturbi parainfluenzali, particolarmente temuti in vista della prossima stagione invernale.

    Nelle prime fasi della pandemia, si è indebitamente ricorso all’utilizzo di alcune sostanze, non motivato per limitare il rischio di contagio e che oggi porta a screditare le proprietà effettivamente provate delle stesse sostanze. Come farmacia di comunità, evidenziamo alcune soluzioni per stimolare le difese immunitarie, o talvolta per controllarle, di libera vendita in farmacia e supportate da evidenza scientifica.

     

    PRINCIPI ATTIVI NATURALI AD AZIONE IMMUNOSTIMOLANTE

    Tra i principi attivi immunostimolanti di origine naturale, Echinacea svolge un ruolo di primo piano, in particolare nelle sue forme Echinacea Angustifolia ed Echinacea Purpurea. La sua azione di rinforzo sulle difese immunitarie è largamente studiata fin dagli inizi dello scorso secolo (von Unruh, 1913), con un’azione che si basa sull’attivazione, tra gli altri, dei macrofagi, componenti della risposta immunitaria specifica (Barrett, 2011). La sua azione terapeutica è stata dimostrata da esperimenti condotti in vitro e confermata da studi clinici nel corso degli anni, evidenziando un effetto benefico nel prevenire infezioni delle alte vie respiratorie e ridurre severità e durata di patologie e disturbi respiratori (Barrett, 2011; Schulten, 2001; Brinkenborn, 1999). In commercio esistono molti prodotti contenenti Echinacea, con diverse forme farmaceutiche; la scelta della forma, del dosaggio e del prodotto più adeguato è fondamentale per ricercare l’efficacia terapeutica e il consiglio del farmacista diviene particolarmente utile.

    L’attività immunostimolante di Uncaria Tomentosa, come per Echinacea, è stata valutata a lungo, con un largo utilizzo a questo scopo dovuto all’azione degli alcaloidi della pianta (ISS, 2019). La sua efficacia nel rinforzare le difese immunitarie non è stata uniformemente riconosciuta negli studi clinici, ma è supportata da un’azione antinfiammatoria e antiossidante che rende Uncaria Tomentosa utile ed efficace sia in prevenzione, sia in associazione ad altri farmaci per ridurre la durata di infezioni delle vie respiratorie e delle comuni malattie da raffreddamento (EMA, 2015).

    Meno note e meno studiate, soprattutto nel mondo occidentale, Astragalus Membranaceus e Pelargonium Sidoides hanno evidenziato capacità stimolanti sul sistema immunitario acquisito e innato, con possibilità di utilizzo in associazione ad altri componenti (Firenzuoli, 2020; Gertsch, 2011).

     

    PRINCIPI ATTIVI NATURALI AD AZIONE IMMUNOMODULANTE

    La capacità di stimolare alcuni componenti del sistema immunitario può portare ai benefici descritti, ma l’attività degli stessi componenti può dover essere modulata per non accentuare la risposta immunitaria con conseguente infiammazione. In questa direzione, la combinazione di principi attivi “stimolanti” con altri “modulanti” può dare risultati migliori. Dai numerosi studi effettuati su estratti di Echinacea, si è dimostrata anche una capacità antinfiammatoria e immunomodulatoria della pianta che, seppur non ancora supportata da risultati clinici solidi, ne aumenterebbe i campi d’applicazione (Barrett, 2003). Le proprietà antinfiammatorie di Uncaria si riferiscono al controllo sul rilascio di componenti proinfiammatorie del sistema immunitario (Ferreira, 2020). Similmente, piante (funghi nello specifico) della tradizione orientale, come Reishi e Shiitake hanno mostrato attività immunomodulatoria, stimolando alcune componenti della risposta immunitaria e limitandone altre, secondo dati prevalentemente da studi in vitro.

     

    LE VITAMINE: UN USO RAZIONALE E GIUSTIFICATO

    Nelle prime settimane dopo l’inizio della pandemia, si è osservato un notevole aumento della richiesta di prodotti a base di vitamine, in particolare la vitamina C. Avviare un trattamento con vitamina C, in quella situazione, risultava poco utile: come per gli altri immunostimolanti, infatti, non esistono prove per cui un maggior apporto vitaminico possa ridurre il rischio di contagio. Le proprietà benefiche della vitamina C consistono nello stimolare alcune componenti della difesa immunitaria (neutrofili e linfociti ad es.), oltre ad apportare un’azione antiossidante, particolarmente utile in caso di stress ossidativo (da contatto con microrganismi esterni o anche da intensa attività fisica). In fase di prevenzione, l’apporto consigliato di vitamina C è di 200-250 mg al giorno, raggiungibili con la dieta o con l’integrazione alimentare. A questi dosaggi, si possono ridurre severità e durata di episodi di raffreddamento e sintomi parainfluenzali. Dosi superiori, fino a 1-2 grammi al giorno, sono consigliate in presenza di stress ossidativo importante (Carr e Maggini, 2017; Simonson, 2020).

    Anche la vitamina D ha evidenziato proprietà benefiche nella stimolazione e nella modulazione delle difese immunitarie (Azrielant e Schoenfeld, 2017). Tuttavia, l’integrazione vitaminica deve seguire un razionale d’uso, per non rischiare di incorrere in effetti avversi: infatti, l’uso eccessivo di integratori vitaminici può non dare vantaggi ulteriori rispetto alla dose raccomandata e, in alcuni casi, può causare reazioni indesiderate (Soni et al., 2018).

     

    SCEGLIERE IL RIMEDIO PIU’ CORRETTO ALLA DOSE RACCOMANDATA

    L’uso di sostanze naturali o vitamine che agiscono sul sistema immunitario può essere utile nel prevenire o ridurre intensità e durata di sintomi parainfluenzali e infezioni delle alte vie respiratorie. Alcuni prodotti esistenti in commercio possono essere più adatti o più efficaci di altri, con raccomandazioni d’uso da seguire nonostante l’origine naturale dei prodotti. L’utilizzo delle sostanze descritte, col consiglio di medico e/o farmacista, è consigliabile a partire da questo periodo; la stagione fredda è favorevole allo sviluppo delle comuni malattie da raffreddamento che, quest’anno più degli altri, vanno limitate il più possibile. La nostra farmacia propone prodotti, industriali o provenienti dal nostro laboratorio, contenenti le sostanze citate in questo articolo, eventualmente associate ad altre supportate da evidenze scientifiche.

    Federico Zerbinato

     

    BIBLIOGRAFIA

    AZRIELANT, S. and SHOENFELD, Y., 2017. Vitamin D and the immune system. The Israel Medical Association Journal, 19, pp. 510-511.

    BARRETT, B., 2003. Medicinal properties of Echinacea: A critical review. Phytomedicine, 10, pp. 66-86.

    BRINKEBORN, R.M., SHAH, D.V. and DEGENRING, F.H., 1999. Echinaforce® and other Echinacea fresh plant preparations in the treatment of the common cold. Phytomedicine, 6, pp. 1-6.

    CARR, A. and MAGGINI, S., 2017. Vitamin C and Immune Function. Nutrients, 9(1211), pp. doi:10.3390/nu9111211.

    COMMITTEE ON HERBAL MEDICINAL PRODUCTS, 10/03/2015, 2015-last update, https://www.ema.europa.eu/en/documents/herbal-report/draft-assessment-report-uncaria- [Homepage of European Medicines Agency], [Online]. Available: http://bit.ly/emauncaria [16/09/2020, 2020].

    FERREIRA, A., POLONINI, H. and DIJKERS, E., 2020. Postulated Adjuvant Therapeutic Strategies for COVID-19. Journal of Personalised Medicine, 10(80), pp. 1-33.

    FIRENZUOLI, F., 2020. Le erbe al tempo del virus. Centro di Fitoterapia AOU Careggi, , pp. 7-8.

    GERTSCH, J., VIVEROS-PAREDES, J.M. and TAYLOR, P., 2011. Plant immunostimulants—Scientific paradigm or myth? Journal of Ethnopharmacology, 136, pp. 385-391.

    ISS, 13/09/2019, 2019-last update, Farmaci immunostimolanti [Homepage of Istituto Superiore di Sanità], [Online]. Available: http://bit.ly/issimmunostim [17/09/2020, 2020].

    MALLARD, B., LEACH, D., WOHLMUTH, H. and TIRALONGO, J., 2019. Synergistic immuno-modulatory activity in human macrophages of a medicinal mushroom formulation consisting of Reishi, Shiitake and Maitake. PLoS One, 14(11), pp. https://doi.org/10.1371/journal. pone.0224740.

    SCHULTEN, B., BULITTA, M., BALLERING-BRÜHL, B., KÖSTER, U. and SCHÄFER, M., 2001. Efficacy of Echinacea purpurea in patients with a common cold: A placebo-controlled, randomised, double- blind clinical trial. Arzneim-Forsch/Drug Research, 51, pp. 563-568.

    SIMONSON, W., 2020. Vitamin C and coronavirus. Geriatric Nursing, 41, pp. 331-332.

    SONI, M., THURMOND, T., MILLER, E., SPRIGGS, T., BENDICH, A. and OMAYE, S., 2010. Safety of Vitamins and Minerals: Controversies and Perspective. Toxicological Sciences, 118(2), pp. 348-355.

    VON UNRUH, V., Achinacea angustifolia and Inula helenium in the treatment of tuberculosis. N.E.M.A., , pp. 63-75.